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Ristrutturazione ufficio Milano
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Articolo informativo
Solo pensare al lavoro d’ufficio ci deprime: ore e ore trascorse incollati ad una sedia, di fronte a un monitor, in postazioni anguste e scomode, in ambienti grigi e deprimenti, magari affacciati sulla desolazione di un’area industriale. Niente di più lontano dalla realtà di quei dipendenti che hanno la fortuna di lavorare per quelle aziende che hanno compreso che quanto più è confortevole e a misura d’uomo l’ambiente di lavoro, tanto più ne risentono lo spirito di gruppo e d’impresa, oltreché la produttività e lo spirito creativo.
E così esistono realtà dove la scrivania convive con aree relax, piscina, palestra, biliardo, campo da calcetto, il tutto attorniato da pareti colorate e stanze comuni, al fine di accrescere il benessere per aumentare il profitto.
E così, accanto alle classifiche che stabiliscono i bar, i ristoranti, e in generali i locali di ricezione più belli e originali del mondo, ne esistono anche per decretare gli uffici migliori del pianeta.

E questa volta decidiamo di partire da alcune eccellenze di casa nostra: a Caivano (Napoli) hanno sede gli eleganti e divertenti uffici di Harmont & Blaine (azienda di moda), caratterizzati da tantissime aree comuni, con biliardino, biliardo, giardino d’inverno, campo da calcetto; sempre nella stessa meravigliosa città la Optima Italia (una multiutility partenopea) ha arricchito la sua sede con un bar, un calcetto e altre sale relax, tanto da meritarsi il titolo di “Google del Meridione”.
A proposito di Google, i suoi uffici sparsi per il mondo sono sempre fantasiosi, con sale “ricreazione”, giochi e aree relax, esattamente come quelli di Milano, pensati dallo Studio AMA – Albera Monti & Associati; oppure quelli di Tel Aviv (Israele), con un’estensione di 85mila metri quadrati su sette piani (Electra Tower), dove campeggiano tavole da surf e barche a vela.
Natura anche per l’Unicredit Tower di Milano (che ha una sala riunioni insolita che somiglia ad una casa sull’albero), e per gli uffici dello Studio di Architettura Park + Associates a Singapore, costruiti accostando vegetazione e architettura (negli spazi dedicati al lavoro, infatti, trovano posto giardini verticali e ambienti dedicati alle piante e ai fiori). Un richiamo invece alla salute e allo sport negli uffici di sahibinden.com (noto portale turco), che si arricchisce addirittura di un percorso per consentire ai dipendenti di fare jogging.
Allo jogging preferite il minigolf? Allora il vostro luogo di lavoro ideale sono gli uffici di Tune (ambito web) a San Francisco (California), dove, negli spazi disegnati da Miranda Lee Morgan è collocato anche un tappetino per giocare a infilare le palline nelle buche!
Sembra di entrare in un videogame, con colori energetici e icone degli schermi presentati in 3D, negli uffici di Yandex, la Internet company russa con base a San Pietroburgo. E all’insegna del divertimento pure gli uffici di Airbnb a Portland, dove i 200 dipendenti si muovono tra stanze e spazi comuni che assomigliano più a un playgroung che a un posto di lavoro.
Spazi comuni a gogò pure per gli uffici di Trivago a Dusseldorf, dove i 500 dipendenti hanno a disposizione sale relax, spazi gioco e uffici a tema.
Si trovano invece a San Francisco questi bellissimi uffici di Next World Group, opera dello studio americano Jensen Architects.
Tuttavia, chi dice che per le ristrutturazione di un ufficio sia necessario spendere delle cifre esorbitanti, come sono quelle che generalmente si associano a nomi importanti dell’architettura e del design di interni, e come sovente accade quando si ristruttura e progetta in termini di innovazione? Lo studio di progettazione Clive Wilkinson Architects ha proposto degli uffici economici, riconvertendo dei container a studi della “charity-company” Pallotta Teamworks.
Un intervento di ristrutturazione di un ufficio può comprendere una conversione d’uso (per cui un locale adibito precedentemente ad una funzione viene riconvertito ad un uso nuovo, ad esempio lo spazio di un piccolo supermercato potrebbe essere trasformato in uno studio amministrativo), oppure in un adeguamento di una struttura preesistente ai principi stabiliti dalla legge.
È per questo che i lavori di ristrutturazione di un ufficio sono molto variegati, e possono comprendere:
- Controllo/verifica della caldaia
- Verifica degli impianti (ad esempio di quello elettrico)
- Adeguamento bagno per disabili (lavandino, WC, maniglioni)
- Tinteggiatura
- Rifacimento del tetto causa cedimento intonaco dovuto a piccole infiltrazioni
- Realizzazione di insonorizzazioni
- Inserimento di impianti di riscaldamento/raffrescamento
- Realizzazione di pareti divisorie in cartongesso
- Installazione di porte e finestre
Proprio da questa varietà dipende l’ampiezza dei costi, per cui un preventivo potrà essere stilato con verosimiglianza solo conoscendo le esigenze che spingono alla ristrutturazione di un ufficio.
È possibile, tuttavia, affermare sin da ora che esistono delle detrazioni per la ristrutturazione di un ufficio. In particolare, occorre distinguere tra spese che per loro caratteristiche sono imputabili ad incremento del costo degli immobili, e spese che invece non lo sono: queste ultime sono deducibili nello stesso esercizio, nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili (quindi non solo dell’immobile di riferimento), mentre l’eventuale eccedenza è deducibile in quote costanti nei cinque anni successivi; le spese imputabili ad incremento del costo degli immobili invece sono deducibili per intero seguendo i medesimi criteri previsti per le quote di ammortamento dell’immobile a cui si riferiscono.
In caso di immobile acquistato fino al 31.12.2006, o non acquisito a titolo oneroso (ad esempio acquisito tramite donazione), vale la prima delle due regole (deducibilità entro il 5% del costo complessivo dei beni ammortizzabili, ed eccedenza in cinque quote annuali di pari importo).
Per quanto riguarda invece l’Iva, la stessa è detraibile per gli immobili strumentali, mentre per i fabbricati a destinazione abitativa è prevista l’indetraibilità dell’Iva su acquisto, locazione, manutenzione, recupero e gestione, fatta eccezione per le imprese che abbiano per oggetto esclusivo o principale l’attività di costruzione o rivendita dei medesimi fabbricati.
Dunque sia per le detrazioni per la ristrutturazione di un ufficio che per l’Iva il presupposto imprescindibile è che i lavori vengano effettuati su un immobile strumentale, con riferimento alla classificazione catastale, a prescindere dal loro effettivo utilizzo (ergo, non sono ricompresi gli immobili abitativi, cioè quelli che rientrano nelle categorie da A/1 ad A/11, escluse quelle classificate o classificabili in A/10).
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